"Banzai Tour 2004" live report

 


Non ce l’abbiamo fatta ad essere presenti a questo giro… ma il fatto di aver proposto ad Andrea il compito di stilare un dettagliato day-by-day per il sito e per i fans, ci è sembrato da subito la cosa più ovvia. Chi se non un membro della band poteva incanalare nelle righe di un live report le infinite emozioni che tra poco leggerete?
Personalmente ci siamo emozionati tantissimo e scommettiamo che – una volta terminata la lettura – se chiuderete gli occhi, vi troverete anche voi in quella terra meravigliosa che è l’Oriente!

S:O:T Staff


DAY 1 – Si parte!!!

Milano, Linate, e’ mattino presto, quando un gruppo di capelloni tanto assonnati quanto emozionati per la partenza, prende finalmente coscienza dell’imminente tour, che lo portera’ per la prima volta nella propria carriera, nel maestoso oriente.
L’inevitabile film, protagonista il volo ormai prossimo, le già sentite previsioni(cadrà o non cadrà questo palazzo volante?) e in men che non si dica, ci ritroviamo a 10000 metri di altezza.
Il viaggio verso Tokyo,interrotto da uno scalo nella capitale britannica,trascorre abbastanza in fretta, grazie all’inseparabile Nintendo Game Boy con relativo cavo link (a 4!!!!!) che regala la prima partita a Tennis ai magnifici quattro - Cantarelli, Giruzzi, Stancioiu, Bertocchi - ed al sole che accompagna tutto il tragitto (il Jet Lag è di +7 ore…) !

DAY 2 – L’arrivo a Tokyo.

Narita Airport. L’allegra brigata poggia i propri piedi per la prima volta in un paese Asiatico. La stanchezza si fa sentire, ma la gioia e l’emozione di essere arrivati fino a qui, la cancella del tutto.
Cosa succederà ora? E’ la domanda che tutti ci stiamo ponendo. La risposta arriva in fretta: all’ uscita dell’aeroporto troviamo subito Masako, tour manager giapponese, insieme ai suoi collaboratori. L’accoglienza e’ delle migliori come il viaggio che ci porta in albergo. E’ solo un assaggio dell’estrema cordialità e professionalità che hanno caratterizzato ogni singolo momento nella terra del Sol Levante. Sinceramente, da quel punto di vista, noi italiani abbiamo molto da imparare.
Check-in in albergo e via con il primo briefing, come al solito indetto dal nostro Tour Manager, Mr. Fabrizio “COBRA” Giruzzi.
Approfittando dell’assenza di impegni, ci immergiamo nella vivace e fascinosa Tokio… l’ideale per recuperare forze ed energia da utilizzare l’indomani sul palco dello Shibuya-O-East… da protagonisti!!!

DAY 3 – Il concerto a Tokyo

La sveglia suona presto; la giornata si prospetta molto lunga…
Dall’hotel raggiungiamo la venue con un van. Il locale ci appare subito in tutto il suo splendore: il palco e’ fantastico, il back line e’ meglio di quanto potevamo aspettarci, stesso discorso per catering, dressing rooms e staff tecnico. Di più non si potrebbe davvero chiedere!
Il sound check procede presto e bene (raro avviene!). Poi promozione: insieme a Pier salgo al piano superiore del locale per un’ intervista con ‘Young Guitar’, rinomato magazine chitarristico “made in Japan”.
Si tratta prima di tutto di suonare frammenti di brani (soli e ritmiche) davanti alla telecamera a mo’ di video didattico, integrando il tutto con domande da parte dei giornalisti del magazine, a completare l’intervista “suonata”. Subito dopo affrontiamo la photo session: prima individualmente e poi in compagnia dei nostri compagni di viaggio (leggasi ‘strumenti’) di cui dobbiamo fare un’accurata analisi tecnica.
Contemporaneamente Roberto si destreggia tra domande di altri giornalisti per altri magazine.
Le band di supporto iniziano il loro show. Cena veloce a base di ottime pietanze locali per noi. Siamo alla resa dei conti, tocca a noi!
L’emozione e’ grandissima, nessuno immagina quello che sta per accadere.
Termina l’intro ed eccoci sulle prime note di ‘Synthetic Paradise’. Il locale e’ pieno, la gente e’ in delirio, immediatamente si instaura quel feeling che spesso manca nei concerti tricolori. Subito si capisce che da entrambe le parti c’e’ tanta voglia di divertirsi, cosa che purtroppo a volte manca nel pubblico italiano, spesso presente più per giudicare che per sfogarsi con del sano rock’n’roll…..
Il concerto scorre liscio. Sul palco, bellissimo per luci e colori, ci trasformiamo come raramente succede: intorno a me vedo Chris, Pier, Roberto che si scatenano dando libero sfogo alla loro energia che viene recepita dal pubblico e, vi assicuro, restituita con forza ancora maggiore.
Tanti ricordi ho di concerti suonati in giro per il mondo, ma sono sicuro che di questo ne conservero’ uno particolare.
Dopo le ultime note di ‘Thunder’, che come di consueto rappresenta l’ultimo atto, ecco che Alberto Contini meglio conosciuto come A.C. Wild sale sul palco e con un breve discorso in lingua Jappo, introduce ‘The Derby’, pezzo appunto dei mitici Bulldozer. Cosa e’ successo? Semplicemente il delirio. La semplicità esecutiva del pezzo, fa si che tutto il gruppo lasci da parte la nota paura di sbagliare, il palco e’ un vera e propria bolgia dove nessuno risparmia le ultime forze ormai rimaste.
Le ultime note di ‘The Derby’ ormai scemano. La serata e’ finita. L’adrenalina rimarrà in corpo per un bel po’ di tempo.
A fine concerto ci ritroviamo nel bar del locale per un party post concerto, dove riceviamo i complimenti da un sacco di persone “del settore” tra cui quelli del General Manager della King Records (per chi non lo sapesse e’ un po’ come riceverli dal General Manager della Warner Bros);
C’è per caso ancora qualcuno che sospetta che la tournèe non sia andata alla grande?!
Scusate ma ci piace avere quel che ci spetta, senza montarci la testa o quant’altro, ma e’ ora che i detrattori del gruppo si confrontino con la realtà dei fatti. Spero che lo stesso possa succedere ad altre band italiane, per ora però e’ successo a noi!

DAY 4 – La prima cazziata!

Lo schedule della giornata prevede la prima intervista alle ore 9.00 del mattino, protagonisti Roberto, il sottoscritto e il supervisor di ‘Burrn!!!’, tal Masa Itoh (lo conoscete, no?).
Arrivo in ritardo di 5 – 10 minuti… non molto apparentemente, ma abbastanza perché il morso del “Cobra” possa mietere la sua prima vittima…
Dopo l’intervista, tutta la band deve firmare circa 100 poster e almeno 200 cartoline… Bello, sicuramente, però la prossima volta ci muniremo di timbri con autografi!!!
Terminati gli impegni di natura promozionale, via di corsa in stazione a prendere il mitico “Bullet Train” - noto treno ad alta velocità “made in Japan”- che ci porterà in men che non si dica in quel di Osaka, seconda data del “Banzai Tour”.

DAY 5 – Il concerto a Osaka.

Dalla stazione di Osaka andiamo direttamente al locale dove ci attendono per il sound check. All’ingresso, alcuni fans ed una dolcissima ragazza che ci ha preparato con le sue mani dei bellissimi ciondoli rappresentanti un labirinto e un ventaglio decorato con una scritta di benvenuto, rendono magico l’arrivo in questa cittadina.
Il locale e’ più piccolo dello Shibuya O-East ma altrettanto piacevole. La crew e’ la stessa del giorno prima ed il lavoro viene svlto in maniera magistrale.
Terminato il sound check, ci buttiamo nelle strade di Osaka. Probabilmente ciò che ha reso speciale questo Tour e’ stata anche la possibilità di vedere posti così lontani e diversi dai nostri per cultura, tradizione e morfologia.
La città appare subito molto diversa da Tokyo, meno caotica, più intima, se vogliamo. Non ci sono grattacieli, ne’ grandi strade, ma piccole vie molto, molto caratteristiche. Approfittiamo per fare un po’ di shopping e poi di nuovo al locale, per prepararci a mettere a ferro e fuoco anche il Banana Hall di Osaka.
Rieccoci li’, su quel palco che cosi’ tanto amiamo, davanti ad una platea - che anche stasera riempie il locale in ogni ordine di posto - completamente scatenata e piena di voglia di divertirsi. La scaletta e’ la stessa che abbiamo eseguito il giorno prima, la facilita’ e il divertimento con cui la eseguiamo rendono il concerto ancora piu’ di impatto.
La serata e’ semplicemente fantastica!!!
Come da copione il concerto si chiude anche oggi con ‘The Derby’ ed A.C. Wild sul palco insieme a noi… perfetta conclusione di una serata che rimarrà tra le piu’ riuscite nella carriera del gruppo.
Il dopo concerto prevede la cena in un ristorante tipico in compagnia degli Ark Storm, gruppo locale che ha aperto brillantemente i concerti in Giappone, la crew al completo e tutti gli organizzatori della trasferta in questo splendido paese.
Stanchi, ma mai così soddisfatti torniamo in albergo dove numerosi fans aspettano per le foto e gli autografi di rito. Non so se riuscirò mai ad abituarmi a queste emozioni - e forse non lo vorrei nemmeno - ma ancora adesso che sto scrivendo provo sensazioni indescrivibili, per le quali mi sento di essere grato a tutte quelle persone che ci hanno saputo trasmettere così tanto.
Spero che il concerto li abbia ripagati per questo !!!

DAY 6 – Taipei (Taiwan)

All’alba si parte per Taiwan, l’aereo inizia ad assumere un aspetto più familiare e piacevole anche per chi non lo ama.
All’aereoporto incontriamo gli organizzatori delle date in terra Cinese tra cui il mitco Space, che nel proseguo del tour si rivelerà persona assolutamente piacevole oltre che professionalmente preparata.
Raggiungiamo la venue che ospiterà il concerto previsto per la serata. Fuori dal finestrino un paesaggio estremamente differente da quello che abbiamo appena lasciato: tutto sembra “colorato”, il grigio e’ la tonalità predominante, grattacieli altissimi convivono con case al limite del fatiscente, l’impressione e’ quella di una città che sta tentando di riemergere grazie ad enormi sforzi .
Il locale rientra esattamente in questa dimensione: la struttura e’ meno bella (per quanto non sia importante), l’attrezzatura sul palco non e’ esattamente quella richiesta, ma a tutto ciò le persone della Crew di Taipei, riescono a sopperire senza problemi dimostrando grandissima professionalità e voglia di fare. Mi sento ancora una volta di ringraziarli per tutto.
Il sound check termina più tardi del solito, la giornata trascorre all’interno del locale. Fortunatamente però ci sono dei momenti in cui gli “input” si arrestano permettendoci di realizzare ed apprezzare nella sua pienezza il sogno che stiamo vivendo.
Il pomeriggio a Taipei e’ stato uno di quelli.
Passa il solito attimo, difficile da inserire nel nostro spazio-tempo, ed eccoci per la terza volta in 3 giorni a calcare le scene di fronte ad un pubblico super eccitato che mi ha fatto per la prima volta capire appieno il significato dell’espressione “gente impazzita”
Un aneddoto su tutto:
- Fabrizio scende in mezzo al pubblico per verificare la bontà dell’audio
- Fabrizio risale immediatamente … le urla della gente soffocano totalmente le note sciorinate della band…
Così è per tutta la serata.Il locale è invaso da un’energia pazzesca…
Al termine dello show ci aspetta un’interminabile signing session. Seduti ad un tavolo aspettiamo che ogni fans abbia la possibilità, anche se per pochi attimi, di incontrarci,avere un autografo o scattare una semplice foto.
La stanchezza inizia a farsi sentire;è ora di tornare in albergo in attesa della nuova giornata che ci vedrà protagonisti in quel di Taichung.
Buonanotte.

DAY 7 – Taichung (Taiwan)

Dopo un trasferimento in pullman durato circa 2 ore, eccoci nella cittadina di Taichung all’interno di una scuola nell’ anfiteatro della quale ci esibiremo in serata.
La venue e’ assolutamente atipica, ma nel suo essere, molto piacevole.
Inutile sottolineare ancora la professionalità della crew .
Il solito sound check ed eccoci nuovamente lì sul palco ad eseguire la scaletta che ha caratterizzato i nostri shows in terra asiatica.
Inaspettata l’affluenza di pubblico: un altro Sold Out questa volta assolutamente non previsto nemmeno dagli organizzatori…
Lo spettacolo e l’energia della gente sono gli stessi della sera precedente.
Inevitabile chiedersi come sarà possibile suonare nuovamente davanti a gente pressochè immobile…
Ma forse è meglio godersi fino in fondo la serata e basta.
Al temine del concerto, un’altra signing session.
Ce ne andiamo da Taiwan portando dentro di noi l’affetto incommensurabile di questa popolazione che ha regalato al gruppo dei momenti indimenticabili. Grazie di cuore.

DAY 8 – Hong Kong.

Quando prima di partire per l’Asia, provavo ad immaginare come sarebbe stato trovarmi ad Hong Kong. Beh devo dire che per quanto abbia immaginazione da vendere (chi mi conosce bene sa cosa intendo!!!) non mi sono neanche avvicinato per un attimo alla realtà.
Hong Kong e’ quello che noi in Italia chiamiamo “un vero ”. Grattacieli altissimi ammassati uno all’altro separati da strade colme di gente, insegne luminose, macchine, tram. Non mi stupirei se all’orizzonte comparissero Godzilla o Megaloman.
E’ proprio qui che facciamo la conoscenza di Sam, il promoter di Hong Kong appunto.
Anch’esso si dimostrera’ con il passare dei giorni una persona tanto cordiale, quanto simpatica oltre che oltremodo professionale.
Il pomeriggio lo passiamo per le strade della città cercando di catturare il più possibile quest’atmosfera così particolare e diversa dalla nostra.
La venue anche oggi e’ un teatro con tanto di seggiolini a mo di’ cinema. C’è molta curiosità per l’esito della serata. La stanchezza inizia a farsi sentire sempre più (è la quinta data consecutiva) e per la prima volta dovremmo fare i conti con un paese, la Cina appunto, meno abituata ad eventi di questo tipo.
Lo show sara’ aperto da Candy, ragazzina di 12 anni, che eseguirà alcuni pezzi di Steve Vai. Si… lo so, e’ incredibile ma vero.
Ed eccoci allo show; dopo le note introduttive dell’intro, la band esplode sulle note di ‘Synthetic Paradise’, improvvisamente la folla scatta dalle proprie sedie catapultandosi di fronte al palco, in preda al delirio piu’ totale.
Alla mia destra noto subito il panico da parte di alcuni membri dell’ organizzazione, che temevano proprio queste reazioni “esasperate” e difficili da gestire..
Così, terminato ‘Living In A Maze’, Rob si vede costretto dalle autorità presenti in sala a chiedere più calma alle persone. L’audience dimostra di essere oltremodo comprensiva, rinunciando un poco al divertimento di saltare, pogare ed urlare a squarciagola sotto il palco per godendosi il concerto comodamente seduta.
A dir la verità e’ andata bene, visto il clima che si respirava. Se il pubblico non avesse capito, il concerto sarebbe stato interrotto e a quel punto non so cosa sarebbe successo….
La serata termina con un’altra signing session, controllata a vista dalle forze dell’ordine che purtroppo impediscono un contatto diretto con i fans.
Peccato, ma in fondo,forse, tutto questo è stato comunque per loro un passo verso una maggiore libertà. La nostra speranza e’ che il nostro concerto abbia contribuito, sebbene in minima parte, allo sviluppo culturale di una città che purtroppo risente in tutto e per tutto degli eventi storico / politici che hanno contraddistinto la Cina negli ultimi anni….
Ah,dimenticavo: un altro Sold Out!
Il giorno dopo ci godiamo il meritato riposo sfruttando al meglio il Day Off, girando in lungo ed in largo per le strade della città.
Si chiude così il capitolo Hong Kong..
Tutti a dormire che l’indomani mattina all’alba si parte per Pechino !!!!!!!!!!!!!!!!!!

DAY 10 – Pechino (Cina)

Ed eccoci qui, fuori dall’areoporto di Pechino, in un posto che mai avremmo immaginato di raggiungere con la nostra musica.
Con grande orgoglio posso dire che Labyrinth e’ in assoluto la prima rock band europea a raggiungere l’immensa città cinese, dopo gli eventi che hanno caratterizzato l’anno 1989…
Una bella soddisfazione di cui andiamo fieri e che forse esprime il vero livello di una Band, troppo spesso sottovalutata nei patri confini e non….
1 a 0 per noi, palla al centro.
Il paesaggio che si presenta all’arrivo e’ totalmente imprevisto. Spazi aperti, costruzioni dal vago sapore occidentale. Arriviamo in albergo nel tardo pomeriggio e la sera ci accompagnano in un locale frequentato da persone provenienti da diverse parti del mondo. Non pensavamo che a Pechino si respirasse un’aria cosi’ internazionale. Ancora una volta penso quanto siamo distanti e inconsapevoli di quello che accade dall’altra parte del mondo….
Il giorno dopo si parte presto per fare visita ad una scuola di musica che ci ha invitato per tenere una breve lezione.
L’accoglienza che ci riservano e’ al limite del commuovente:striscione di benvenuto e sorrisi elargiti da parte di tutti i presenti, alunni ed insegnanti. Belle,sicuramente indimenticabili emozioni.
Suoniamo un paio di brani e veniamo “bombardati” da domande di studenti impazientii di comunicare con un gruppo che rappresenta per loro non una semplice band, ma un’occasione più unica che rara di trovarsi faccia a faccia con uno scampolo di occidente. Un onore per noi essere investiti del ruolo di pionieri.

DAY 11 – All’ Hard Rock Cafe di Pechino.

Mi piaceva l’idea di dedicare un paragrafo di questo report, per suggellare quella che e’ stata in tutto e per tutto, la 7° data della tournee. Ma andiamo per gradi.
Ci eravamo lasciati alla scuola di musica, giusto?
Nel pomeriggio visitiamo la città proibita nella quale eseguiamo un vero e proprio servizio fotografico a suggello dell’esperienza in Cina.
Posto più caratteristico non potevamo trovare.
La sera Rob, Cristiano, Mattia, il capo ed il sottoscritto decidono di fare una capatina all’Hard Rock Cafè di Pechino.
Idea… perchè non chiedere di poter suonare un paio di pezzi? Dopo un primo “no, non si può!”, ecco che Sam ritorna con la buona novella:
“ragazzi, tutti pronti che tra 10 minuti si sale sul palco!”.
Detto fatto, la formazione purtroppo priva del Mc e di Pier sale sul palco tra lo stupore della gente ed esegue ‘Piece Of Time’ e ‘Hand In Hand’.
Credetemi, se per una volta mi sono sentito un po’ rockstar, quella e’ stata la serata.
Un’altra simbolica medaglia conquistata dal Labirinto.
Siamo sul 2 a 0.
Ri-palla al centro.

DAY 12 – Rock’n’roll, Pechino!

Ebbene si eccoci al grande giorno che ci vedrà protagonisti nientemeno che a Pechino!
La venue scelta dagli organizzatori e’ una pista di pattinaggio molto grande al cui centro si trova il palco. Il sound check si svolge tra pattinatori che ci fluttuano attorno, provocandoci un po’ di mal di mare…
L’organizzazione non e’ ai livelli delle precedenti date, ma tutto sommato e’ comprensibile, visto e considerato che per loro e’ stata la prima esperienza in assoluto.
Riusciamo con molta fatica ad organizzare un palco decente e dei suoni capaci di rendere al meglio le canzoni, in maniera tale che i fans pechinesi, possano godersi appieno lo show.
Prima e dopo il concerto, il gruppo viene intervistato e fotografato da TV nazionali e svariati magazine. Vogliono sapere davvero tutto di noi, persino cose un po’ più personali.
E poi come non dimenticare la domanda “Scusate, ma cosa significano le corna?”
Sul palco l’ormai consueta stretta sorveglianza delle forze dell’ordine che non ci impedisce però di esprimerci al meglio, l’energia generata dal gruppo e’ eccezionale. I day off hanno funzionato alla perfezione!
Il pubblico (come al solito) e’ in preda al delirio più totale e l’energia che sprigiona sarebbe sufficiente a garantire corrente elettrica a tutte le lavatrici italiani, accese nello stesso tempo.
L’affluenza supera le più rosee previsioni e questo ci rende ancora più felici.
Arriva inesorabile il momento in cui le luci si abbassano, inevitabile pensare al nostro amato / odiato paese.
Il giorno dopo si viaggia verso Tokyo, dove arrivati in albergo si aspetta l’indomani per prendere l’aereo che ci riporterà nei patrii confini.
E’ proprio in quel momento che mi accorgo per la prima volta che questa stupenda esperienza sta volgendo al suo epilogo.

CONCLUSIONI

Ho scritto molto volentieri questo report, per altro non senza difficoltà.
Difficile se non impossibile raccontare tutte nostre le emozioni vissute durante la tournee asiatica; spero che le righe che ho scritto ne abbiano reso almeno un’idea.
Difficile se non impossibile raccontare tutti quei piccoli episodi che caratterizzano un’esperienza cosi’ lunga ed importante; spero che quanto scritto sopra possa essere abbastanza per farvi sentire, anche se solo per poco, protagonisti insieme a noi.
Vorrei ringraziare i ragazzi del gruppo che anche se inconsciamente (e forse per questo nella maniera più onesta) hanno saputo regalarmi emozioni che porterò con me per tutta la vita. Sono orgoglioso di condividere con voi la mia passione.
Vorrei ringraziare Fabrizio Giruzzi ed Alberto Contini, per aver fatto sì che tutto questo accadesse che tutto funzionasse alla perfezione. Siete i migliori!
Vorrei ringraziare mio padre, mia sorella e Laura, che sanno starmi vicino anche quando non sono con loro, dimostrandomi giorno per giorno il loro affetto nei miei confronti e dimostrandomi ancora una volta che hanno capito veramente chi sono e di cosa si nutre il mio spirito. Vi voglio bene.

Dedico questa esperienza a mia madre, che mi ha insegnato ad essere quello che oggi sono. Se sono arrivato fino a qui molto e’ merito suo.
Mi piacerebbe farLe sapere che in ogni attimo, emozione, dolore vissuto durante questa tournee, lei era li con me.
Ma forse questo lo sa già!

Con affetto,

Andrea Cantarelli


Photos: Eriko Yahata
 

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